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Mercoledý, 22 Novembre 2017
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Emigranti (*)

Intimoriti da un parlare sconosciuto
nelle capanne delle periferie,
con cuore triste e in grande agitazione,
sognano il Gennargentu e le pianure.

Corre sopra le ali del vento,
su nuvole nere di dolore,
il loro pensiero fisso
e attraversa il mare, su onde di pianto,
carico di sofferenze e patimenti.

Vanno alla ventura in terre sconosciute,
ma a Te sono sempre legati con catene
d’amore e nostalgia, Sardegna!

E Tu… li hai sradicati i tuoi figli,
nelle strade sconosciute del mondo (e costretti)
a girare, orfani e senza amore,
per cercare, con occhi rossi di pianto,
un pezzo di pane e un po’ d’affetto
cose che non trovavano nella loro terra!

Sei tornato, con la bisaccia piena
di tante sfortune, emigrante, oggi, al tuo paese.

(*) Traduzione in italiano, dell’autore, dal testo originale in sardo (Emigrantes).


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Aggiornamento pagina: 06/01/2008
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